Bianca2007 splendore sull'erba

mercoledì, 01 luglio 2009

GOCCE DI MEMORIA IN UN'IMMAGINATA SPIAGGIA DI POPHOS RICORDANDO SABAUDIA

MARE-VANNIDove siete finiti fessure di Tempo felice e bello? Forse nei  movimenti di addii  sempre ritardati e forzati o  in fruscii  sonori ancorati al flusso e riflusso di onde che spruzzano gocce che ridono di vita?!

Un bosco,,un lago al limitare del bosco,un martin pescatore che frulla  superbia irridescente,una casa dentro al bosco con i profumi di mamma Bianca da far invidia ai liberi uccelli,un'anguria sempre fresca in cantina,lenzuola buttate all'aria coi cuscini ridotti a un pugno,grida primordiali di ragazzi in festa di primavera ubriachi senza conoscere il sapore  del vino,un menisco rotto giocando a calcetto sulla spiaggia,la volontà di farlo funzionare  a tutti i costi per guidare la BMW e il mare,lo smeraldo mare davanti a tutto quel sereno delirio universale mentre  una donna impudica e libera esplora al ritmo delle onde il mistero che l'avvolge e che sale da ignote profondità.E' sola,la donna.Vuole stare sola.E striscia i piedi  con voluttuosa  sensualità affossandoli dentro la sabbia,indugiando a volte su qualche ciottolo trovato, levigato e rosa,immergendosi subito dopo con una spinta potente, nel mare,godendo di lui e lentamente da lui ritirandosi ridendo della spuma che fa.Gioca la donna col mare,senza sfidarlo,ma l'abbraccia annusando il suo odore marino come un'anima della Terra approdata in un luogo familiare ma che non conosce.E ripete quel gioco all'infinito la donna libera e impudica e gioisce come se fosse in procinto di creare lei,una nuova vita,signora,ora,anche del mare diventato sacro in quel rituale che ostinatamente ripete.E il Tempo non è che un fotone di luce dentro a gocce di memoria passate sulla spiaggia di Sabaudia.Anche le grida dei ragazzi in festa di primavera ubriachi senza conoscere il  sapore del vino e che si sono addentrati all'improvviso nell'acqua e  la spruzzano con  gioia selvaggia che non conosce nessuna cultura o bon ton sembrano fare parte del tutto.Un tutto che unisce il sole al giorno e la luna alla notte in un ciclo perenne di opposti che s'attraggono e si respingono in un'energia potente e misteriosa come può essere l'origine da cui tutti veniamo e alla quale tutti dovremo tornare poi sotto forma di "schiuma di mare" o di atomi d'eternità disseminati nel cosmo.Gocce d'acqua salata con al centro il miele.E' bello a volte,ricordare che a Sabaudia sei stata felice.Tu insieme a loro,loro insieme a te sempre gocce dello stesso mare.In uno spazio di tempo.Tempo infinito e breve. Fresco come un sorso d'acqua che si offre nell'arsura di un'estate rovente vecchio come quel tempo fugit  raccolto da una conchiglia lasciata lungo una spiaggia  e che patria non ha  ma che banalmente batte sui tetti di una casa vuota  con un nostalgico militante rosso  alla finestra che guarda un sentiero tracciato sulla sabbia di un'immaginata  Pophos."I will Remember you still" (Loreena Mckennit)  forse,m'aiuterà ad affidare al vento  o alla potenza della mia immaginazione questa certezza di vissuto immersa in un mare di smeraldo. A Sabaudia.Bianca 2007


martedì, 30 giugno 2009

SEGNI DI MEMORIA NELL'ACQUA

cassia magicaPerchè di ogni esperienza resti un ricordo conciliato nell'enigmatico quanto misterioso superamento d'ogni conflitto tra realtà desiderio sogno dissolti in un'unico processo che porti là nell'oceano primordiale da dove siamo partiti senza che si sapesse dove andare protetti solo da una Thalassa che già di archivio sapeva.

Un lampo ha squarciato il cielo e un tuono orribile ha lanciato il suo urlo nel buio di una stanza.Una bimba nel letto ha soffocato il primo singhiozzo lasciando liberi gli altri sotto una coperta tirata su a mò di sudario.A nessuno poteva dire che aveva paura perchè la luna non c'era e il buio era fondo come una scarpa al bordo di un viaggio interminabile.Solo allora potè trovare il sonno,la bimba, col suo dito in bocca per mantello e con la memoria già pronta a fissare il ricordo nei giorni con il buco di silenzi mentre il sole alzava la testa e  le imponeva di vivere.Come avrebbe detto Nietzsche:"Tutto ciò che è profondo ama la maschera" e la bimba imparò ben presto a confezionarsene tante restando fedele solo al suo sorriso che salutava i galli al mattino e la luna alla sera anche lei  sotto a cuperta. Unica naturale eredità di radici bagnate dallo stesso pianto vittorioso di foglie verdi e forti come frecce che da un'arco mirano alla terra e al cielo senza curarsi della direzione da prendere.E da lontano intanto,molto da lontano,il "Recuerdo de la Alhambra" (Francisco Tàrrega-Narciso Yepes)   tracciava segni nell'archivio della memoria decifrata dentro una veglia sopita in un ricordo diventato goccia di quella "thalassa" che ripete l'oceano.Sii serena bimba mia dolce.Il più è  stato fatto.Ti voglio bene. Spero sia d'accordo anche tu.Bianca 2007


sabato, 27 giugno 2009

MY SHIP- KURT WEILL

occhi emibOltre la cascata,oltre ogni naufragio,il Sogno.

A te,strappata a me ed al mio bacio,giunga il mio saluto,il mio bacio! A te,raggiungibile dal mio nostalgico addio,giunga il mio saluto,il mio bacio!

A te ch'eri stata assegnata a questo cuore dalla mano dell'amore,a te che a quest'anima sei stata sottratta! Con queste lacrime,giunga il mio saluto,il mio bacio!

A dispetto della lontananza,che crudele s'è messa fra te e me,per separarci; a dispetto dell'invidia del destino avverso,a te giunga il mio saluto,il mio bacio!

Come quando,nella più fiorente primavera d'amore tu mi venisti incontro con l'abbraccio e il bacio,con la più fervida effusione dell'anima mia,a te,giunga il mio saluto,il mio bacio!.

Un unico soffio d'amore cancella tempo e distanza io sono con te,tu sei con me, ti tengo stretta fra queste mie braccia,a te giunga il mio saluto,il mio bacio!.(F.Ruckert)

 "My Ship" ( Lady in the dark- Kurt Weill- Ute Lemper) 

Un giorno l'ho cantata e a te pensavo.Sempre pensando a te te l'ho dedicata e i miei occhi erano davanti ai tuoi e ti guardavano limpidi chiari e consapevoli dell'anima che vi trasportavano oltre la cascata, oltre ogni naufragio,solo il SOGNO. Da vivere nella memoria del solo presente.Buona giornata a te con il mio saluto,con il mio bacio.Bianca 2007


scritto da: Bianca2007 alle ore 07:31 | link | commenti (15)
categorie: poesia, personale, poesia e suono, kweill
giovedì, 25 giugno 2009

A UN'AMICA IN CRISI PER UN SOGNO INTERROTTO

rotaieDura finchè vorrai che duri il sogno.E mentre respira il Tempo fa che il tuo giorno non sia  un vuoto d'addii ma bisbigli di quel sogno  caduti nella luce.

Sento ancora la tua voce determinata e dura:"Te ne vai? Bene.Smetterò anch'io di fare musica.Così hai deciso di partire eh? Io invece resterò ma il pianoforte non si aprirà più e altrettanto sarà per la mia gola chiusa e ammagonata.Ricorda  però che la mia casa rimarrà deserta...deserta e tu hai voluto che fosse così!...".Ti perdono solo perchè non ti rendevi conto di che male potessero fare al mio cuore quelle parole ingiuste e crudeli.Hai poi persistito in un'ostinato  silenzio anche quando era carico della tua voce che aveva raggiunto un cristallo purissimo e un'intonazione quasi perfetta.Le mie orecchie hanno sopportato quel "senza suono"di parole che volevano colpire con tutta l'intenzione di un dolore che aveva assunto solo lo spessore del rancore,ma la mia anima no no non le ha aperto la porta a quelle cose cattive.Tu conoscevi i motivi di questa mia scelta sofferta combattuta e dolorosa insieme.Era l'istinto potente della sopravvivenza quello che mi spingeva a tagliare   cordoni ombelicali profondissimi ma era anche il rispetto per  un cammino che da soli si doveva proseguire per fortificarsi conoscere e conoscersi in un nuovo senza che nessuna presenza d'autorità nè condizionasse scelte e direzioni e affinchè il proprio modo di sentire e di porsi nei confronti della realtà fosse solo quella che si vive,quella che si sperimenta  con emozione nel sangue e nel pensiero senza che nessun testimone anche se discretissimo ne facesse da invisibile arbitro.Questo volevo e che fosse libero  qul cammino nel rispetto della propria natura la cui sola armonia  possibile è nel non violentare il proprio istinto che  può anche essere istinto della sofferenza  (purtroppo) ma svincolato dalle presenze di terzi.Le strade del piacere (e della sua ricerca) sono infinite.Una per ognuno di noi E se c'imbattiamo in qualcuno che le percorre insieme a noi quest'incontro è solo casuale perchè non esiste una meta comune ma un solo desiderio che  unifichi due volontà; e prima o poi ci si deve separare...E io,come l'avrai anche intuito non volevo affezionarmi a nessuna sofferenza nè mia ma neppure a quella degli altri e questo è un mio regalo che ho fatto a tutti compreso te.Perchè,a volte il pensiero può essere anche un limite,ma "sentire" e "intuire" no.E i cuccioli vanno svezzati anche sapendo che gli stessi cuccioli una volta svezzati rinnegheranno la propria madre.Ciononostante mi farà piacere pensare che nel frattempo tu sarai cresciuta,libera e al di là da ogni legame,forte  e "consapevole" da evitare il ruolo di "serva" o di scambiarlo con quello di "padrona ",felice di aprire (finalmente) la tastiera del pianoforte e di suonare con la leggerezza di un tempo "Fur Elise" (Bagatelle in La min-Beethoven) per te solo per te magari ricordando la tenerezza di due occhi che con infinito amore ti seguivano e gioivano per ogni tuo progresso.Ti abbraccio Tiziana e con il bene di sempre. Di quando in quando sono l'albero che punta le radici sulla terra.Mirka


martedì, 23 giugno 2009

LA RESPONSABILITA' DEI MEDIA,DELLE NOSTRE TESTE "NON" PENSANTI E "LA MARCIA DEGLI INCAZZATI"

tevere arrabbiato-coloreLa democrazia non è un termine assoluto astratto ed indefinito,buono per tutti gli usi ed ab-usato da lestofanti,imbonitori e sartrapi di ogni risma.E' invece una concezione politica determinata e relativa storicamente definita e  misurabile;democrazia costituzionale,popolare,socialista,ecc.Ognuno deve avere umiltà in una ricerca difficile ed inesplorata;nessuno ha la "verità in tasca".Le soluzioni proposte debbono avere la verifica del consenso popolare e della coerenza efficacia nel percorso di liberazione e di alternativa al capitalismo.

Il direttore Whedon

"Saper vedere ogni aspetto di qualunque questione;

parteggiare per tutti,essere tutto,ma senza durare;

pervertire la verità,sfruttarla.

Usare i grandi sentimenti e le passioni degli uomini a scopi bassi,a fini astuti.

Portare una maschera come gli attori greci.

Un quotidiano di otto pagine.Appiattirvisi strillando nel grande megafono:

"Sono io, il gigante".

Vivere intanto la vita di un miserabile ladro,

avvelenato dai rimorsi anonimi dell'anima nascosta.

Per denaro forbire dal fango uno scandalo,o riassumerlo ai quattro venti per vendetta,o vendere giornali distruggendo reputazioni,o vite,se necessario per vncere ad ogni costo,salvo la pelle propria.

Gloriarsi in un potere demoniaco,minare la civiltà,come un ragazzo paranoico butta un ceppo sulle rotaie,e il Direttissimo deraglia.

Essere un direttore com'ero.Poi,giacere qui.Vicino al fiume dove sbocca la fogna,e scatole vuote e immondizie finiscono,e si nascondono gli aborti." (Spoon River-Edgar Lee Master.Ogni poesia,questa poesia,racconta la vita d una delle persone sepolte nel cimitero di alcuni paesini dell'Illinois perchè ai morti solo è concessa la nuda verità attaccata all'osso o incisa su un'epitaffio che qualche viandante incurante e incuriosito per la frazione di un'attimo raccoglierà in memoria e frettolosamente passerà oltre desideroso solo di togliersi la polvere dalle scarpe.)

Loro.I media.  E noi?  Siamo proprio tutti pesci carnivori  che non si esita a manipolare e a stravolgere anche un pensiero buono e che accomuna sorto fugacemente davanti allo specchio pur di aggiustare scomode verità che sguazzano in una coscienza diventata stagno? Ma il prezzo c'è e il conto da saldare arriva e non sarà nè il tranquillante a portata di comodino,l'imbriacatura scadente o sopraffina,l'attesa del neonato della quinta generazione,un blablabla in nome del popolo,a risollevarci dal peso della menzogna che da sempre ci siamo portati addosso o abbiamo delegato ad altri la responsabilità delle scelte,delle nostre radici,del nostro vivere per una civiltà impostata su una vera DEMOCRAZIA che informa per formare,che unisce per scambiare diversità senza scannarsi per un pezzetto d'individualismo o per un'inchino dato invece che da servo da padrone di un mondo costruito per il bene di tutti,un cielo da guardare nell'ultima istanza godendo di un Super-Io inghiottito dall'umiltà consapevole d'avercela messa proprio tutta affinchè sentire-pensiero-azione e responsablità del peso immesso nel globo non sia diventato bomba all'uranio ma l'autenticamente meglio del sè distribuito in semenza di spiga.Perchè la "verità dell'ultima istanza" non può essere accessibile ad un uomo solo ma si rivela soltanto a una comunità di uomini uniti dall'amore.Ma un'amore che non porta maschera e neppure coturni,solo un cammino cercato nella vita di altri uomini usciti dall'ignoranza dall'egoismo dall'imbecillità di credersi eterni quando invece si è solo in transit  ma per conquistarsi la gioia di noi riflessa in uno specchio  senza che il pensiero venga estromesso dalla pratica umana,senza che l'"identità" venga frantumata divorata o dissolta.Non voglio essere ossessionata o spaventata da un'eccesso di responsabilità ma desidero il rispetto d'appartenere liberamente a me stessa  e riconoscemi in una collettività di persone pensanti,guidati da media responsabili  di fornirci oneste e chiare informazioni nella comprensione dello stato contingente e dei problemi,governanti che meritino  tutta la fiducia per averli votati perchè il "loro" pensiero contenga consapevolmente cellule d'universalità che includa un'umanità non menomata o debole ma forte per infondere coraggio ai pavidi e determinazione agli incerti,che abbracci tutte le altre identità senza manipolazioni di sorta,senza strategie per coprire gli inganni che nascondono intenzioni belliche ma che emettano "spazi di flussi" planetari in un'area di principi etici politici e legali forieri di creatività,di lavoro,di remunerazioni giuste e adeguate,di una sanità che cura dal dolore e dal male anzicchè anticiparne la fine ( se io non voglio) assicurando la dignità dell'ultimo periodo della vita armata ancora ma di entusiasmo a cui  guardare e passarne la bandiera.E forse sarà per questo che oggi mi sento anch'io come R.Benigni "La marcia degli incazzati"  pur guardandomi intera allo specchio  ma senza la gioia che mi sprizza dai pori.Media,uomini e donne (ovviamente non veline o imbottigliati)  diamoci na mossa neh,che anche per me sarà gioia de guardarme tutta allo specchio  coi miei chili in più ma portati bene e con gaudio felice perchè la voja de cantà me tornata tutta intiera e con la gola aperta ad A.Bianca 2007


sabato, 20 giugno 2009

COL VENTO COL SOLE CON LA PIOGGIA POESIA E MUSICA SARANNO I SOLI VERI VINCENTI.

la cassia per bracciano"Non lasciare che ieri usi troppo dell'oggi" ( Proverbio Cherokee) ma aggiungo io,nell'oggi portati  con te il meglio dell'ieri.

"Io grido a te pietà,pietà,amore-sì,amore! Amore misericordioso,non suplizio di Tantalo,ma univoco pensiero,ed immutabile e innocente,a viso aperto e chiaro e senza macchia! Lascia ch'io t'abbia tutta,tutta mia! Quella forma leggiadra,quella dolce droga d'amore minima,il tuo bacio-mani ed occhi divini,il caldo e bianco lucente seno dalle mille gioie; te stessa,la tua anima; ti supplico per pietà,dammi tutto,non escluso un atomo di un atomo,o morrò,o se forse vivrò,tuo miserando servo,sarà mia vita senza scopo nella foschia della sventura inutile-perduto da palato della mente il gusto e resa l'ambizione cieca."

(John Keats -nato a Londra il 31 ottobre 1795 morto a Roma il 23 febbraio 1821).La sua non fu una "visione" astratta e neppure un'intuizione di un soprannaturale (pur credendogli) o una comunione mistica con lo Spirito immanente in ogni cosa,ma un modo di operare attraverso l'immaginazione,la poesia, la natura,l'amore,un mezzo,il solo mezzo possibile per scoprire le facoltà,tutte, avute in dono,valutarne il senso e il ruolo nel mondo concreto della vita e della morte,della relazioni fra gli uomini.L'esperienza per lasciare una qualche traccia di positività,ha valore solo in quanto si acquista un miglior sapere su di esso e non solo,ma su un qualcosa che contenga cellule universali delle quali si abbia la consapevolezza che vivranno con noi e  al di là di noi.Echi per future radici fondamento di un progetto comune che partendo dalla realtà non ha paura di sognare o di vedere oltre la collina.   "Arioso" dalla Cantata N.156 di  J.S.Bach -all'organo Virgil Fox)

Con l'augurio che il vostro tempo sia solo questo.Bianca 2007

giovedì, 18 giugno 2009

FENESTA CA LUCIVE

castello odescalchi-orsini angolo nero"Fenesta ca lucive e mo nun luce...sign'è ca nènna mia stace malata...S'affaccia la surella e  mme  lu dice: Nennèlla tuja é morta e s'é atterrata...Chiagneva sempe ca durmeva sola,mo dorme co' li muorte accompagnata...   Addio fenesta,réstate 'inzerrata ca nènna mia mo nun se pò affacciare...io cchiu nun passaraggio pe' 'sta strata: vaco a lo camposanto a passiare! Nzino a lo juorno ca la morte 'ngrata, mme face nènna mia ire a trovare!..."

E così anche sta volta ce lo fatta.Potevo passare da altre strade per arrivare dove mi aspettavano,avrei guardato i gerani ai balconi e avrei sorriso,mi sarei soffermata per qualche attimo come faccio spesso a sbirciare vestiti borsette scarpe o qualche turcheria  con la mano sempre pronta a scostarmi un frammento di capelli da qualche parte del volto per  riprendere poi velocemente a camminare e sarei passata tra il vociare della gente percependo la vita o quella che non c'è mai stata ma che ostentatamente si è infilata agganciando cuori e teste, oppure avrei alzato gli occhi a delle finestre socchiuse avrei immediatamente pensato al fresco di una stanza dalle mura spesse e protetta dal gran caldo di un sole che non chiacchera ma che è.Comunque i miei gesti sarebbero stati quelli di sempre prevedibili e con qualche variazione.Eppure,e non so perchè,ho cambiato strada.Mi sono solo fermata davanti a un negozio di fiori e ho comprato dei fiori.Rose.Rose  di tutti i colori e non sapevo il perchè.Ho ripreso la marcia con quei fiori tenendoli in braccio come un bimbo troppo pesante per la schiena e che, anche se lo ami lo sbatteresti volontieri a terra per un'istantaneo moto della sopravvivenza tua.Ma non l'ho fatto e ho trascinato quei fiori dalla spalla alle gambe dalle gambe al naso che di scatto sottraevo a un piacere che nella pelle sentivo blasfemo.Io che annuso e godo! Eppure...Ma com' è strano quel muscolo che sta a sinistra di noi e che conosce una legge  (la sua) indifferente a qualsiasi ragionamento e logica e che se lui decide di far capriole in pieno giorno le fa come il più abile dei saltimbanchi o come un'equilibrista esercitato al triplo.Così sono arrvata proprio lì,davanti  a quel palazzo che un tempo fu anche di Maria Luigia di Borbone e della mia piccola amica che ostinatamente ha sprangato la finestra.Chissà perchè.Era bella dolce ribelle curiosa e sognatrice la mia amica e amava la vita e amava un ragazzo che come lei si era impegnato nel volontariato proprio dove i conflitti sono più violenti perchè per lui l'avventura del viaggio non poteva che essere umanitaria.E la penna  era per lui il fiero e coraggioso strumento di autentiche testimonianze delle guerre più drammatiche dell'ultimo decennio,dalla Somalia a Sarajevo al Kosovo dove collaborò al programma di ricostruzione di Bernard Kouchner,irriverente anzi sprezzante di tutti i rischi e pericoli pur di denunciare il conformismo dei burocrati, la pesantezza della macchina organizzativa,l'apatia pubblica,  gli sprechi di molte organizzazioni non governative,l'indifferenza degli uomini,molti,purtroppo che non hanno più sogni di costruzione per un mondo migliore o forse non li hanno mai avuti e che lui tenne vivi sino alla morte avvenuta a Baghdad nel 2003 in un'attentato al quartiere generale dell'ONU.Con un rabbioso nodo alla gola fisso quella finestra chiusa dove una ragazza con gli occhi che facevano concorrenza alle stelle non s'affaccerà più.Molte sono state le dicerie sul motivo di quella finestra chiusa.A me non importa sapere più di ciò che il mio cuore sà perchè lo ha intuito.Senza sogni non si vive.Senza amore si può anche morire. "Fenesta ca lucive e mo nun luce"...( Musica attribuita a Vincenzo Bellini cantata da Giuseppe Di Stefano).   "Finestra che splendeva,adesso è spenta...E' un segno che la mia bella è ammalata...S'affaccia la sorella  cosa mi dice!? La tua cara Amata è morta e sotterrata...Piangeva sempre perchè dormiva da sola,ora dorme in compagnia degli altri morti...  Addio finestra,restatene,pure,chiusa ora che il mio Amore non si affaccerà più! Mai più io passerò per questa via: piuttosto vado a passeggiare al cimitero! Fino a quel giorno che la morte ingrata mi farà ricongiungere alla mia cara".Con assoluta indifferenza butto quel coloratissimo mazzo di rose a terra, inutile  perchè senza profumo,assurdo per gli occhi che non ne hanno colto l'abbraccio,stupido come una terra falsa e bella attraversata da un rigagnolo di poesia.Ciao Nennélla,il mio abbraccio per te ci sarà sempre e sparato su tutto il mio volto non da fiori artificiali ma da quel sogno comune che ne ha dato parola  e che ora si perpetua in lampi di luce alternati ad ombre improvvise come di esili che ne bloccano l'avanzata sicura.Bianca 2007


domenica, 14 giugno 2009

MAGIA DENTRO OGNI MISTERO DA SFIORARE E SU CUI MEDITARE DA SOLI

abbazia di fossanova 3 colore"La cosa più meravigliosa di cui tu possa fare esperienza è il mistero". (A.Einstein)

Le colline dolcemente ondulate,qualche gorgoglio d'acqua in lontananza un verde  dalle infinite gradazioni sottratti agli ippocastani  castagni cipressi pioppi e memorie di passati avvolti nel suo mistero sempre da scoprire con lo stupore del bimbo che s'appresta alla vita  (ma con buoni insegnanti che non s'arrogano nessuna verità ma con serietà la cercano) con la purezza dell'anima che percepisce un "sacro" che sarà forse imbrattato da  una presenza invadente e non sufficientemente preparata a rispettarne i confini inviolabili purtuttavia curioso di saperne con scrupoloso senso di verifica.Questo è uno scorcio della Brianza del nord.Ad Agliate sulla sponda sinistra del Lambro sorta come per altrettanta magia ai miei occhi persi e incantati,la basilica di S.Pietro con annesso il Battistero  in puro stile romanico,quasi fosse sorta in un punto energetico di congiunzione tra il Cielo e la Terra e radiazioni cosmiche portando il viandante lì quasi attirato misteriosamente e  incitato a fermarsi.L'organo suonva "Partitas e preludio n.1 in B, flat Major Bwv 825  sarabande (Bach-Glenn Gould) e rendeva ancor più intensa l'esperienza di penetrare la soglia di quel mondo sconosciuto fatto di suoni colori visioni impregnate di vissuti.E se non avevo coscienza del tempo non provavo neppure interesse a stabilire con che misure  pesi dimensioni numeri fossero state costruite quelle volte ,arcate,  basamenti, la strombature delle finestre che catturavano la luce lasciandone in ombra altre.Abbandonata  a queste sensazioni lasciavo che la mia anima si colorasse di tutti quei suoni in una percezione libera di gravità.E quando mi voltai in direzione del mio compagno lo vidi come  il risultato dell'intero universo dove tutto confluisce in un'armonia  che gli dava colore se il mistero fosse stato rispettato e non spiegato con analisi (sempre sottoposte a mutazioni) di logica e scienza ma come un cuore umano che vive e pulsa ovunque nella luce,luce che tesse oro dal cosmo e vive di quell'oro diventato luce da distribuire e riflettere."Lustravit lampade terras"  (?) mi sono chiesta  ricordando Pascal e un  lungo brivido ha percorso  tutto il mio corpo.Lungi da me essere venerata con un cero ma  neppure come una "stagione all'inferno", (Rembaud), magari come "ragazza di Sunem" nel Cantico dei Cantici. Chissà che il fascino del più grosso mistero non sia proprio lì.Uno sguardo che penetra senza aver  mai incontrato il colore degli occhi.Un languore allo stomaco m'avverte che un buon pasto terreste m'invita a non restare un minuto in più del dovuto.Lascio la chiesa e lascio i misteri,allegramente dò il braccio al mio compagno e mentre riprendo il viaggio annuso TUTTI gli odori e profumi.Sono miei e di chi li sa sentire con altrettanta voluptas. Auguro un buon appetito anche a voi e...bollicine fresche a profusione che con quest'afa è nettare che imbriaca,ma che ce ne pò importà? C'è sempre un prato che aspetta,un'amaca, attaccata a due alberi,un ipocastano  che generoso non si rifiuta mai.Grande natura che scoprendo i suoi segreti remunera con dovizia di doni e gioia per ogni ricongiungimento cosmico sempre al di là degli individui costituiti in società, sempre prevedibili nella loro stupidità mai veramente prevista. Bianca2007


mercoledì, 10 giugno 2009

JOHN COLTRANE-MILES DAVIS UN INVECCHIATO D'ANNATA DA CENTELLINARE LENTAMENTE E CON LE GAMBE IN SU.

il sole che sparisce-cassia"...C'era un'eccitazione nell'aria,una specie di attesa per la musica che sarebbe  stata suonata.E il corpo l'assorbiva come fosse  stato una cassa di risonanza.E' dura da descrivere ciò che stava accdendo in quell'ora.E' stato elettrico,magico".(Miles)

Anche l'ultima lezione è finita.Pigramente mi stiro.Sulla pelle lascio che il sudore buono si asciughi.A piedi nudi graffio il mio verdissimo prato  regalando invidia alle rose ai tigli e anche al gelsomino.Da lontano le campane mi ricordano che non ci sono barriere per lo spazio.Il mio corpo fuso mi dice che è tempo di menta ghiacciata di gambe che guardano in su di "In a Sentimental Mood" ( John Coltrane-Miles Davis-Duke Ellington)   nell'attesa di un futuro che vive e pulsa nel presente di un'esistenza che sà di meritare d'essere vissuta nel rapporto con l'offerta di una terra perfettamente intonata con un nuovo nelle sue in-finite promesse nu poco vere e nu poco no  e perchè "non fare più del dovuto"  ti ritorna sempre indietro con altrettanta premiazione di benessere  e pace.Buon ascolto insieme a me e a te che sei terra con le mie stesse radici imbevute di Chagall.Bianca 2007


martedì, 09 giugno 2009

STABAT MATER DOLOROSA.

roma-angolo con lampione-colore"Ma voi dov'eravate quando c'ero,quando solo con l'ombra vi aspettavo,ospite di un dolore che si perde oltre la luna?"...

Ho dato il  mio braccio destro a una vecchia.Lei lo ha preso agganciandolo al suo sinistro.Nella destra teneva un bastone,liscio e con qualche ombra più scura.Anche il suo volto "non liscio" che il tempo l'aveva inciso e scavato teneva chiazze più scure,regalo anche loro di un tempo sdegnoso.Solo nei suoi occhi di acqua dal colore un pò incerto e che non si determina più,una luce fissa  ne aveva preso dimora intimidendo la mia che spesso è sfrontata.Con pudore avvicinai al suo orecchio ormai "oltre" i confini del percettibile la mia voce senza che il suono mi uscisse;"Vuoi che venga con te nel gabbiotto elettorale?" Immediato fu il suo sganciare il braccio dal mio mentre con forza inaudita affondava il bastone in terra per rivolgersi a me seria e guardandomi ben dritta negli occhi:"So quel che faccio e purtroppo  so che sarà anche inutile.Aspettami fuori". S'incamminò la vecchia verso quel gabbiotto,sola e non più mater dolorosa e neppure una Brunilde addormentata ma ribelle indomita che sul campo di battaglia dimentica gli ordini del padre ,ostentatamente fiera di tenere quel bastone nella sua mano destra.Solo i suoi occhi scintillavano come "pura" acqua di fonte mai contaminata.Ma erano seri, quegli occhi dolenti come poteva essere una "Stabat Mater dolorosa" (Vivaldi- Stabat Mater dolorosa-Largo R.V.621-archi  basso continuo e contralto-Nathalie Stutzmann-Virtuoses de Moscou)     che sa della morte di un figlio ma che tra le braccia  tiene per infondergli  l'estremo coraggio in quell'unico povero  dono racchiuso in quella perla d'"essenza" che non teme la morte anzi l'nvoca  perchè con sè si porterà via  il suo  sogno lasciando agli altri memoria  inaggirabile, meditazione da farsi di volta in volta nel segreto di se stessi,da sè,affinchè il pensiero diventi opera coerente di vita da vivere districando nodi e  vie dove la speranza muore perchè si è fermata su foglie scomposte e confuse in preda a un vento che presto le farà cadere...E tutto questo lo si poteva vedere dall'alto -basso dei suoi pieni 98 anni senza  risparmio alcuno di fatica e  di lotta mentre con orgogliosa semplicità passava tra la folla incantata da un sorriso che era saluto che era rispetto.E mannaggia ai "buffering barbari" che impediscono l'ascolto di un pezzo straordinario di musica che andava ascoltata, ed era un omaggio doveroso a quegli occhi puri che forse avrò ancora per poco con me.So per certo,comunque che la mia voce ti fibrillerà!  Riposa serena,zia. nella lievità di quelle bianche lenzuola che sanno di pulito,un tempo e ora.Bianca 2007


Camminavo ed era strada. Mi sono fermata per leggere. "Ho amato, sofferto, lottato, sempre con sorriso". Mi si è impressa nel cuore perchè mi corrispondeva, e l'ho fatta mia.

Chi sono

Utente: Bianca2007
Nome: splendore sull'erba GIOVINEZZA
Ho sempre cercato di vivere facendomene una ragione e cercandola in ogni dove.Resto aperta a questa ricerca. Contatto mail: ebebonomi@alice.it

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sabato 29 dicembre 2007
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