Bianca2007 splendore sull'erba

giovedì, 19 novembre 2009

NON ERO A PALAZZO CHIGI,IERI,E I PIATTI DISCORREVANO TRANQUILLI CON PAOLO FRESU

e per tener ben fuori le zanzare,i parenti,i dolori"La Forma Universale può mostrarti qualunque cosa tu desideri vedere adesso e qualunque tu voglia vedere in futuro.Ogni cosa-mobile e immobile- è quì,completamente,in un solo luogo." (Bhagavad Gita)

                       

"Si dolce è il tormento" (Claudio Monteverdi-Paolo Fresu- Uri Caine Umbria Jazz)

Cena senza pretesa d'essere Vissani,quella di ieri sera, consumata nella semplicità della mia cucina,calda di "suo" e di buoni odori che davan vigore al corpo facendo ridere lo spirito.Pollo con mandorle e cavolini di
Bruxelles (tagliare il pollo a strscie sottili passarle nella farina di avena e salare.Pulire bene i cavolini dalle foglie esterne tagiarli in quattro spicchi e lessarli.Sminuzzare le mandorle mentre in una pentola soffrigge la cipolla finemente affettata con l'olio e un pò di brodo vegetale.A cipolla imbiondita si aggiunge la carne e si rosola per circa 3 minuti.Aggiungere i cavolini e le mandorle ed eventualmente un pizzicodi sale sfumando con il vino bianco rigorosamente secco.Fare evaporare e cuocere per altro 4 minuti.Disporre su un piatto spolverando con poca noce moscata grattata li per lì) Ananas all'arancia.Vino Sauvignon,Come ho detto non eravamo a Palazzo Chigi  quindi non c'è stato bisogno di nessuna  prova generale non si è parlato di matrimoni combinati e d'interesse che USA e CINA ce la stan mettendo proprio tutta e ognuna ovviamente tira dalla sua lasciando "dentro" quello che andrebbe fatto uscire ,abbiamo lasciato Schifani ai suoi interventi strategici e bifronti  a Palazzo Madama e, serenamente, ognuno a modo suo ha fatto onore al pollo al vino e a Fresu.In silenzio come conviene alla musica creata e fatta per regalarci conforto nei tormenti.Solo dopo,in salotto e col caffè the o grappa si è parlato dei "Licenziamenti" in corso, della Protesta in 50 Piazze d'Italia del Corteo Omega a Roma dei 5 Operai incatenati  per protetesta a S.Severo,della FAME NEL MONDO che continuamente alimentiamo coi nostri sprechi irresponsabili quanto egoisti.E solo lì  che chinammo la testa perchè anche noi si  aveva coscienza di pensieri separati senza far nulla ( o poco) per unirli facendone una realtà d'azione costante e attiva.Ci siamo salutati con un abbraccio dolce e un pò triste promettendoci di rileggerci Prometeo senza addormentarci alla prima pagina."La giustizia è armonia",sempre. Sempre partendo NON dai Farisei ma da Filolao.Bianca 2007.

lunedì, 16 novembre 2009

PICCOLA PIOGGIA CHE INTESSE SOGNI PARALLELI ED E' COSì CHE LOREENA MCKENNIT CANTA

castello odescalchi-orsini angolo nero"Quando cammini l'universo cammina con TE" (Cerimonia della Danza nella Pioggia navayo)

                               



 
"Samain night -Parallel Dreams" (Loreena Mckennit)


Dentro la pioggia sei sola coi tuoi sogni "paralleli" che al consumarsi lento della vita sono crepitii che lasciano una scia al bordo del labbro o su un cappotto  del colore della lavagna.Ed è allora che rivedi intera te stessa in attesa di pedalare guardando nella luce dell'ora senza tempo.Sarà dunque quella luce che scoppietta qua e là a custodire una verità segreta dove ogni cosa prega in una goccia diventata brace o nido di richiamo? Metafore di strade che tramano vele cadute e sempre rialzate imparentate con leggende o con bacchette da prestigiatore rubate a qualche specchio di fiume in rigoglio a una stella dimenticata dalla notte, significato universale che tu esisti nel tutto bagnato anche dalla pioggia.E annusavo e sentivo l'odore.Della terra del cielo di frittata di cipolle di te.Bianca 2007


giovedì, 12 novembre 2009

SFRIGOLIO DI FOGLIE E DI "ALL OF ME" (CHARLIE PARKER)


lungotevere "Fortunato colui che può con ala vigorosa slanciarsi verso campi sereni e luminosi,abbandonando i vasti affanni ed i dolori; peso gravante sopra le nebbiosa vita".(Charles Baudelaire)

                    

                     "All of me" (Charlie Parker)

C'è una sensazione di morte che allegramente ride nell'affondare i piedi su foglie cadute e ammucchiate come un branco in odore di festa per un vento che metterà fine all'assurdo dei naufragi superstiti che approdarono a terra.E io guardavo giù e guardavo sù nelle pieghe di un vento sornione come un'ultima farfalla che si confonde col sole.E tutto pareva polvere che brucia inviando preghiere o sinistre miserie di fatica.E  facendo  festa anch'io malinconicamente pensavo che i nani restaranno nani senza possibilità di cambiare che il "sistema" Tarantini le feste con lo sceicco continuerà a prepararle e i business cresceranno in marketing strategici e di ossequianti public relation, nel mentre il Fini si sarà guadagnato investitura e spada la Sicilia  avrà preparato il conto per il gran finale  di "partita" i debiti continueranno a mangiarci le ossa  (si dice)  prima a Londra poi al centro della pancia nostra il codice Berlusca resterà un sottoprodotto Leonardo senza legalità ma solo di regime, il Mills continuerà a fare piroette d'arlecchino Carmelo Spagnolo se la riderà con il berretto in testa  che  fa glu glu e mai vien giù,Bertolaso arriverà al martirio inflittosi da sè  come gli autoflagellanti di memoria  impolverata con il beneplacito della ignara Beata Vergine  Maria la Prestigiacomo continuerà la danza del mattone or dentro or allineata agli "altri" i cani sciolti continueranno a restarci per comodità di vista corta che tanto ci pensano i Servizi la Digos e poi anco la Procura,Saviano  ce lo ruberanno  i responsabili del Rcs la pandemia ballerà la marcia turca più "fantasia" che turca i tifosi ammazzeranno Pagnoncelli il web si dissanguerà per emorragia spontanea e il Nazzareno resterà in Croce senza Resurrezione.Perchè poco cambierà della commedia -tragedia umana  che sempre si riforma  come mononucleosi  senza rimedio e cura. Ch'altro mi resta allora  se non provare con autentica voluttà  "naturell"a fare un bel falò di tutto men che di foglie  "sfrigolanti" di quel Parker  ( ma che bello quel "passato" che si fa profanare in un volto di futuro sempre ancora possibile!) di quel  film  di buona annata "Quel treno per Yuma" interpretato dallo splendido Glenn Ford visto con gli amici "antichi" anche loro fedeli sempre alla grappa torbato rossa al J.Daniels  e al tè alla stella di gelsomino in tranquillità  serena che s'adagia sui divani o a fachiro  sul tappeto per consuetudine e familiarità.EVVIVA allora a quello sfrigolio di foglie che, anche se per un'attimo lungo come la vita m'hanno connesso all'universo, alle mie radici d'appartenenza mai disgiunte dalla propria Terra protese sempre a un'armonia cosmica  ripassata da uno zefiro con a bordo rondini e gabbiani.Buona giornata a  coloro che amano tutti gli "sfrigolii" ne guadagnano in lievità di polvere che scintillando lascia nell'aria un sapore di vita che si rigenera su ghirlande di morti prendendo solo una traccia di splendore vomitando il superfluo. A te che ami i sapori genuini e li vai a trovare in terre quasi inesplorate sicuramente vergini per cuore che con una "goccia bianca"  (Eluard) si rinnova sempre.Bianca 2007

lunedì, 09 novembre 2009

10 NOVEMBRE E UN PEZZETTINO.(LETTERA A UN FIGLIO LONTANO)


             
                                                                                   


                              "Carta e penna" (Giovanni Allevi)





quel 10 novembre  con gabriele nel parco di villa panphiili  "Tu sei qui! Tu sei qui.Ti abbiamo
trovato! Dovunque noi ti cercammo,tu sostanza,
tu,pietra di paragone delle carezze,ragazzo nudo!" (D.H.Lawrence
)

Con un pigiama color lavanda che tu non conosci,ho fatto gesti senza senso per trovarne uno.Sbucciavo una mela ne mangiavo uno spicchio  lasciando gli altri sul piatto.Guardavo fuori dalla finestra incantandomi su un mulinello di foglie (ci fosse stata ancora  tua nonna sarebbe corsa a prenderne qualcuna di quella ruggine variegata  dai nervi tesi per farne un capolavoro d'appendere al muro ma...), mi sono grattata la testa senza averne la necessità,ho aperto un libro  m'è caduto non mi sono chinata,ho aperto un cassetto dove tengo un pò di tutto ma soprattutto appunti scritti con penna e con matita e così in fretta e fitti da non saperli leggere neppure io, mi son caduti addosso,li ho raccolti e riposti senza far troppo caso a come.Ho guardato il calendario senza che  i numeri mi mandassero in crisi il potassio .Fuori pioveva, forte.Forte come quel giorno.Un dolore lancinante e improvviso al basso ventre ha squarciato me piegandomi in due come quel giorno.E sei uscito dalla mia terra ferita e aperta innaffiata col mio sangue che ora si è gelato svalutando per un'attimo quella visione di corde spezzate in quell'urlo che di umano aveva solo la consapevolezza  del dolore generato dall'amore.Cielo che a volte diventa Inferno quando una nube te nè oscurava il volto e  l'incupiva rendendoti impenetrabile a ogni muta implorante richiesta  di conoscerne la causa.E io morivo sempre un pò,sai,anche non parlando, quando tu m'obbligavi a  far viola il pensiero perchè per quanto piccolo tu fossi eri già uomo pronto a ferire punendo (?) con l'impedire  a una donna di giungere alla sua compiutezza nel far fiorire serenità a un volto corrucciato e sigillato dal silenzio che imprigionava un raggio di sole   senza la forza per diventare reale! Ed è così che una Madre conosce anche l'Inferno.Ma tu,Dono di Dio non dovevi farmi questo.Agli arcobaleni mancherà sempre una luce d'un colore quando un portale del cielo resta chiuso.E sarà solo la torcia del suo cuore cocciuto a guidarla sforando con l'azzurro il buio che supera ogni barriera di freddo, a novembre.Braccia di Terra spalancate  sostanza calda che scioglie rocce e isole lasciando intatto il mare.Basta.Ho finito.Troppe parole ma alcune dentro,forse le più importanti.Non so.E per fortuna che non sapevo ne volevo scrivere,bastardi pescetti che agitano il mio cuore! Ma è così difficile sai,farsi cancellare raschiare via da quella stessa terra che con infinito amore ti generò e con te generò se stessa! BUON COMPLEANNO,allora,figlio adorato e inquieto nel suo interno.Un bacio con l'aggiunta di questa;"Dalla sua pace la mia dipende" (Don Giovanni-Mozart-Luigi Alva)



 Mi leggerai?...Ma si che sei curioso anche tu e l'aspettavi (impaziente anche se per gusto "squisitamente" naturale so che ne tarderai  la visione) come  facesti quel giorno nella voglia "trattenuta" per vedere questo pazzo pazzo pianeta che ride ride mentre ha l'anima inzuppata di lacrime! La tua mamma.

venerdì, 06 novembre 2009

INTERMEZZO CON ASTOR PIAZZOLLA "LA CUMPARSITA"

sbarazzina emib    "On dit mes jambes font les routes puis on ne bouge plus.No la terre est à personne". (P.Eluard)


Sono più faticosi i gesti quotidiani quando piove.Non consola neppure l'illusione fissata in qualche sprazzo di chiaro che  un sole di scorta ti porti sempre con te.Astuto è il cuore quando indifeso s'azzarda ad attizzar l'arancio di quel tepore che a primavera faceva l'allodola cantare.Bagnata sino alle ossa faccio l'occhiolino a quel "nascosto",metto un tango prima ancora d'asciugarmi all' artificiale caldo del termo
"Cumparsita" ( Tango argentino-Astor Piazzolla)



comincio a far la danza con ombrello sciarpa borse vestiti,  un'occhiata di sghimbescio  allo specchio che mi rimanda una lucertola in mutamento affondo i denti in un arancio lasciato a metà dò voce a un'arrosto dimenticato in forno.E per fortuna che son tornata a casa prima del previsto.Viva la pioggia a catinelle,allora, spudorata nella sua generosità. Ma si che ogni cosa ha il suo senso d'essere. Un bacio a te che, se passerai di qui non sarà,oggi, per mangiare l'arrosto ma solo per ascoltare il tango e un poco di me.Bianca 2007

lunedì, 02 novembre 2009

PER ALDA MERINI RONDINE SENZA NIDO CHE L'ACCOMPAGNI NEL SUO "ALTRO" VIAGGIO UN LIBERO SUONO

scultura di donna "Il sole è tramontato.
Aspetto le punte di viva vita
delle stelle.
Ascolto.
Sento solo rumore
perso d'acqua sbiadita.
-Signore,deve tornare a valle.
Lei cerca davanti a sè
ciò che ha lasciato alle spalle." (Giorgio Caproni)






"Nacht und traume" ( F.Schubert-Kathleen Bettle)


O notte tu sei finita e con te ogni sogno nel silenzioso cuore dell'uomo.A mezzanotte ho finito di combattere la mia battaglia impari contro un crudele Destino.Non stava in me deciderla col mio potere a mezzanotte.Ma ho rimesso il potere nelle tue mani; Signore della vita e della morte  ORA DONAMI I SOGNI CHE MI HAI PROMESSO.  La mia umanità si è avvicinata a Te  nel dolore affinchè ti ricordassi di mantenere la promessa appena varcata la soglia dove  dimorano gli angeli.Non potevo aspettare più a lungo quaggiù.Volevo vedere levarsi  l'aurora,l'aurora,le stelle luminose che tu m'hai promesso  avrei visto  accompagnata da un canto poi da uno squillo di tromba.In terra Tu m'avevi donato le montagne e i prati,gli uomini vi han messo steccati mura e catene perchè io non conoscessi mai la Bellezza della cima lo splendore di un prato verde.Fammene grazia,ti prego, almeno ora e per sempre.Con infinita gratitudine ti abbraccio Alda Merini amica mia e di tutti, t'auguro che questo viaggio sia buono con farfalle che danzano libere e felici insieme a te che rondine sei stata senza mai avere  avuto un nido caldo che accogliesse il tuo cuore.Un bacio, Mirka Bonomi

domenica, 01 novembre 2009

RESPIRI SCOMPOSTI NELLA "CITTA' DEI MORTI" MENTRE POULENC...

 cristo pavesi"Si come la facile cera s'imprime d'altre forme nè resta qual era nè serba la forma,pur rimanendo la stessa; così io vi dirò che lo spirto,sempre lo stesso,trasmigra in figure fra loro diverse." (Ovidio XV,169-172)



Tu ed io siamo arrivati alla "città dei morti" per strade diverse.Gentilmente tu mi hai chiesto di venirmi a prendere a casa,io ho declinato l'invito e ho voluto raggiungerti nel punto d'incontro convenuto poi,con la mia macchina.L'ho parcheggiata nel centro del piazzale.Non c'erano ancora tante macchine, ho potuto farlo e volevo che tu la vedessi.E' rossa la mia macchina e l'avresti vista subito anche se so che i tuoi occhi forano il buio come azzurrissimi fari luminosi che con malinconia ora t'invidio.Sono scesa dalla macchina e un pò smarrita mi sono guardata attorno cercando anch'io di forare  la nebbia e arrivare direttamente al punto centrale del comune obiettivo.Mi ha guidata invece la tua voce,forte e vigorosa con una sfumatura  lievissima al fior di pesco che solo il mio cuore ha raccolto.Con "naturalezza" ci siamo abbracciati e con altrettanta "naturalezza" mi hai offerto il braccio che io ho preso con  lo stupore e la delicatezza che si ha per una sciarpa di cashmere avuta in dono da chi non te ne aspetti  il gesto e che tieni fra le mani perchè te le scaldi in un freddo giorno d'autunno  prima di metterla al collo.Ci siamo avviati nei giardini fioriti della "città dei morti" senza che l'aria si tingesse di rosso che tutto quel colore l'aveva preso il mio viso diventato improvvisamente timido e vergognoso  per l'appannarsi d'occhi confusa ancora com'ero per il fiato caldo di quel braccio-sciarpa che tu m'avevi regalato e che veloce avevi tolto nel transito  davanti a un valoroso (Antonio Mariani Cerati  detto "Tonino"  fiero oppositore della dittatura fascista, deportato a Mrkt-Pngau Salzburg e avviato al lavoro nel lager di Mitterbergutten da lì tentò la fuga per ben due volte riuscendo a varcare la frontiera italiana a Tarvisio il 1 maggio del 1945 per arrivare nella sua amata Novellara  dove fu eletto sindaco posto che occupò per oltre vent'anni 20 realizzando importanti opere di sviluppo economico-sociale, pubbliche come il piano di copertura,ristrutturazione ed estensione delle fognature apertura di nuove strade urbanizzazione di nuove aree tra le quali quelle dei villaggi artigiani ed industriali due palestre scolastiche campo sportivo piscina coperta asili nido scuole materne assistenza domiciliare per gli anziani ecc.ricordato anche per  il suo motto:"UN SINDACO DEVE ESSERE SEMPRE UN PASSO DAVANTI ALLA LEGGE" ) trasmigrato solo da un giorno per altre ignote dimensioni e che a breve anche noi raggiungeremo m'auguro in pace vera d'aver fatto proprio tutto come fece LUI quando fu giusto farlo.Passato quel momento cominciasti a parlare e la tua voce non conosceva incertezza alcuna come sicuri erano i tuoi passi verso a e verso dove.Io ti rispondevo o forse no che ogni cosa "sentita" dentro ma proprio dentro  è più immaginata che trasmessa subito rimpiangendola per non averle dato voce così che se la prende il vento.E' svelto il vento più di noi vivi,sai,L. e tutto ruba e infila e lascia dove vuole lui, anche "tacendo".So per certo comunque che,stridulo un singhiozzo scomposto e a lungo trattenuto  s'alzò lacerando l'aria e facendola a brandelli in tanti respiri asmatici forse per un postumo di povero pietoso  inutile fuori posto quanto stupido orgoglio. Era tutto ciò che sapevo e potevo dirti di "loro" di "noi" di "me".Ai SOGNATORI  (come me) solo le lacrime che "fuoriescono" senza volontà da un fiume sempre in piena che si chiama vita è dato come testimonianza della sola verità che conosciamo,agli uomini di potere (come te) la certezza che la realtà è solo quella che si costruisce nel gioco abile che sempre un poco bara, nulla lascia al caso, molto si diverte sin quando non  avrà a noia tutto e,come compagnia solo se stessi con l'orecchio che ascolta e pretende nessuna tosse che nè disturbi l'udibilità.E quell'orecchio non bluffa ma impietoso obbliga. a cercare trovando senza chiavi di paradiso o nascosto per celia.Grazie per questa visita alla casa dei morti.La ricorderò  nel brusio del basso continuo nella natura morta con pesche nella traccia di bava luminescente che una lumaca ha lasciato nella sacralità e non sacralità  nei segreti mai svelati e che qualcuno lo tengo per me racchiuso in conchiglia  i karma capovolti con un segno diritto al centro la sciarpa gentile con cui mi sono avvolta il braccio quei singulti duri a trattenersi restati in cima alle ciglia come un'olio d'assoluzione il tao dei morti che s'incrocia con quello dei vivi  in attesa storie lette in epitaffi un anticipo d'allegria mentre m'allunghi "quel" libro le costellazioni d'autunno rovesciate solo qui in terra le  parole del Rabbino Joseph Telushkin "Ciò di cui gli altri hanno bisogno  da noi,sempre,è sapere che teniamo a loro,che il bene che essi ci fanno suscita gratitudine,e che sono amati.E' così semplice.E solo perchè si sono sentiti esprimere questi sentimenti il lunedì,non significa che non abbiamo bisogno di risentirseli dire il martedì.E' questa la ragione principale per cui le parole che risanano e incoraggiano vanno ripetute ancora e ancora." oppure a W.H.Auden "Tra quanti apprezzo o ammiro non riesco a scorgere alcun denominatore comune,ma tra quelli che amo,sì: sanno tutti farmi ridere".Desidero anch'io farti un dono da "sognatrice" quale sono che,ahimè, continuerò ad essere con le inevitabili conseguenze dell'irreparabile"malattia" a cui non si è ancora inventata medicina per guarirla,questa scultura del Cristo in bronzo di un nostro concittadino nonchè amico,Mario Pavesi,una musica che per tutto quel tempo nella casa dei morti ci ha accompagnato."Ave verum" (Poulenc.Netherlands Chamber Choir) e quel  grazie dal profondo del cuore.E questa è una verità  scritta e non immaginata.

 Con affetto,Mirka (Bianca 2007)

giovedì, 29 ottobre 2009

ALI DI CARTA.-STRAVINSKY "SUITE ITALIENNE" (INTRODUZIONE)

  studio -nero   Furtiva rubo ogni Bellezza che trovo,ne faccio Ali di carta perchè superino il vento si brucino al Sole diano respiro all'aria.Nel mentre io ridevo e ridevo per tutti quei fogli sparsi prima che la mia volontà pigra si decidesse a fare nella tranquillità di bagliori  che non crepitano più.

Ci sono mattine e giorni che vorresti fosse così ma che dire quando su  ognuno di quei fogli c'è un pezzetto di te? No problem.Li lascio lì e chiudo la finestra perchè il vento non entri  di prepotenza  a portarmeli via perchè nulla senza di loro sarebbe oggi,affinchè oggi  trionfi Stravinsky "Suite italienne" (per cello e piano)  

                               
                                    
 e assoluto regni,perchè la musica è la sola che possa catturare il presente fissarlo  nel suo "ordine immutabile".Un ordine che non ha niente in comune con le nostre sensazioni del momento e le nostre reazioni dovute a un vivere dentro a quotidiano.Un ordine del senso e del non senso,un'ordine per la  ragione d'esserci e una del partire.Usando  un'espressione che sarebbe stata consone a Goethe,un ordine,insomma,essenzialmente "spaziale". valvole palpitanti di sogni d'Aurore tutte avvolte da bruma d'incandescente dolcezza silente con un orecchio  teso a J.L.Borges che sentenzia:"Dureranno più in là del nostro oblio,le cose: non sapranno mai che ce ne siamo andati." e  l'altro  che me fa ascoltà il demone di turno:"Un altro gatto? Forse...Ma il gatto di casa non può essere sostituito come na pelliccia usata.Ogni nuovo cucciolo diventa il nostro gatto e ognuno di loro è una creatura irripetibile.Io son gia vecchio di quattro gatti,se calcolo la mia età in base ai piccoli amici che si son susseguiti nella mia vita ma che sono stati tutti insostituibili e cari al cuore".Buona giornata a chi vorrà seguirmi o...rubarmi quei fogli sparsi,decifrarli o farne un bel falò che riscaldi almeno l'inverno a divenire.Bianca2007



lunedì, 26 ottobre 2009

MA CHE BELLI GLI OCCHI CHE HAI "BASTARDINA NOSTRA". E M.BUTTERFLY RIEMPIVA LA STANZA DI SUONI

teatro regio "E hai ottenuto quello che
vo
l
evi da questa vita,nonostante tutto?
Si
E cos'è che volevi?
Potermi dire amato,sentirmi amato sulla terra." (A.Cechov-Ultimo Frammento)

La bimba  si era affacciata alla lunga finestra rettangolare.Aveva scostato la tendina di pizzo ecrù e guardava il passeggio domenicale.Le sarebbe piaciuto essere dentro quella spensieratezza che lenta e in fretta camminava ma...Si rigirava allora fra le mani quella tendina fatta all'uncinetto dalla zia e con meraviglia nè accarezzava i disegni sgranando gli occhi chiudendoli per gustarne meglio gli arabeschi che sembravano scaturiti da una misteriosa tela di ragno lasciata affinchè si potesse ammirare la bellezza di un perfetto  laborioso lavoro.Tanti occhi aveva quella bimba.Le bricioline di pane fatte cadere sul davanzale della finestra per i passeri sempre troppo magri che bisticciavano  per contenderselo beccandosi e facendo fracasso senza curarsi degli occhi che li guardavano,un cielo che prometteva un futuro da rotolarsi la coperta su tutto il corpo senza nulla lasciar fuori neppure una mano in cerca di un'altra un pum pum che urlava muto senza essere vanto d'eroe l'impaurito vivo,una rosa bella anche se a metà petali a terra che avrebbe voluto raccogliere prima che il vento li spargesse chissà dove,un gatto incerto sul da farsi che quel galleggiar d'uccelli l'infastidiva assai,l'unica frittella di pasta avanzata  rimasta sul piatto ,i corvi che gracchiavano saltaltando sui piedi fissando le zampe per qualche minuto sulla terra per poi riprendere la via alta con sussiego sfrontato la processione colorata di bimbe vestite a festa che invidiava il braccino del grammofono che camminava e che lei non avrebbe  voluto  smettesse,mai, "Un bel di vedremo" (M.Butterfy. G.Puccini-M.Callas)
le parole misteriose che la zia Carolina con una espressione  indecifrabile  aveva quasi gridato al complimento fatto alla bimba dall'amica venuta a trovarla,  ""Ha gli occhi molto belli,Aurora, e uno sguardo che trafigge,assassino" aveva detto la signora bionda amica della zia. "E' vero,ha gli occhi belli  questa "nostra bastardina"  grandi e cangianti che paiono non so cosa, un mare, si, un mare,cambiano di colore proprio come il mare,ecco.Chissà da chi ha preso,forse da sua nonna   il dna di nonna chiara (ernestina)o forse da "lui" commentò la zia finendo la frase quasi con un sibilo come fosse un peccato da dir solo nel segreto di un confessionale.Eppure quelle parole apparentemente banali risuonavano alla bimba dissonanti oblique e cattive come quella spina di rosa che giorni prima le si era conficcata dentro al dito indice si era fatto  fatica a toglierla  le aveva causato male come la vista del sangue rosso e scuro  che usciva usciva e che ora bruciava. Indispettita, Aurora lasciò cadere la tendina mangiò l'unica frittella di pasta lasciata il giorno prima strusciò sul piatto del grammofono che gracchiò ponendo fine alla  butterfy corse allo specchio grande nella camera dei nonni.Lo specchio le rimandò una piccola forma perfetta di terra vergine, due grandi occhi dal colore di un mare  limpido e arrabbiato, due bocciòli di mandorla appena accennati che la bimba quasi con timore accarezzò bloccandosi di colpo a causa della  ferita al dito indice fatta dalla spina di rosa che si era aperta cominciando a  sanguinare  forte  forse perchè aveva sbattuto su quello stupido grammofono per farlo finire in fretta o per sempre.  Quasi con voluttà si succhiò il dito,Aurora, in un gesto d'amore come si fa per le lacrime di un bimbo quando piange senza sapere la motivazione del pianto nel mentre la "solita canzone"  "Because"  ( d'Hardelot)


le fece sgranare ancora più gli occhi.Si voltò.Vide la nonna Chiara apparsa come per incanto,le corse incontro con un sorriso appena accennato ricco di promesse decisa a mantenere.
Nella vita di ogni persona ci sono ombre che forse si tramuteranno in luce e forse no,segreti (ereditatI) che arriveremo a scoprire o forse no,una sfida che la vita ci metterà sempre davanti per COMPRENDERE  le dimensioni nascoste che hanno lavorato in noi e per noi.Un mondo ha sempre preceduto ogni nascita, giace nell'inconoscibile  fondo ove si compiono complesse alchimie che,come collane di globuli salgono sfiorano spingono anelanti a prendere possesso  di quella superfice ancora deserta senza che se nè possa ravvisare l'amico a cui dare il braccio o il nemico da combattere.E ci sarà  sempre una madre desiderosa d'altro  per  esprimere se stessa  costretta invece a una realtà trappola che l'avrebbe  frustrata e da cui non  avrebbe saputo o creduto possibile sottrarsi,un padre dalle virtù di condottiero coraggioso ribelle  ribaltate nel suo contrario se ostinato a non voler riconoscere la Responsabilità dell'assumersi la fatica di costruire una "normalità" ritenuta la morte d'ogni sogno e ideale preferendo la fuga. Ciononostante e malgrado ciò sta  a noi non associarci a quelle ameba fluttuanti diventando terribili complici,trovando l'equilibrio tra questi due estremi,utilizzando la nostra originalità e individualità in modo più creativo,ricavando il meglio da entrambi i mondi nella certezza di risultato  con l'aumento del senso di forza e di rispetto di sè,giacchè questo è spesso il settore anche della massima inquietudine che ci si porta appresso e,paradossalmente,anche il nostro più grande potenziale.Ma occorre il coraggio di affrontare l'ignoto,esplorando ogni spinta e quegli impulsi inconsci che stanno al di sotto di ogni superficie estremamente controllata e che nasconde "quella spina lontana" cresciuta sotto il  nome di rosa senza averne la forma il colore e il profumo.Difficile è il riuscirvi che affrontare gli aspetti più oscuri della psiche è ripartire là dove le ferite sanguinano ancora nel rifiuto e nell'umiliazione di mani "altre" che non erano amore  che bruciano come quel dito in cui una spina si era conficcata e puntato spingendo a diffidare più che a credere alla compassione all'amore che di due ne fa Uno.Come avrebbe detto qualcuno il cui nome,Ray, (?) è specchio del mio:" Vecchio sole  riversati su me, intero,sii duro con me,dammi forza contro quell'altro,quel bastardo" dagli occhi sgranati e belli,limpidi come allora.Bianca 2007



sabato, 24 ottobre 2009

PERCHE' MANGIARE BENE E' "UNA" DELLE GODURIE DELLA VITA,CONDIVIDERLA CON WOODY ALLEN FA DIGERIRE A "PARENTESI" DENTRO LE MURA.

  in attesa gia"Anche il comportamento del gatto aveva qualcosa di strano.Ben presto tutti notarono che quando c'era del lavoro da sbrigare,il gatto si rendeva irreperibile.Spariva per ore per poi farsi vivo quando era ora di mangiare e la sera,a fine lavoro,come se nulla fosse stato.E le sue scuse erano sempre talmente convincenti e faceva le fusa in modo tanto carino,che non si poteva non credere alla sua buona fede." (George Orwell)

                        

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder


                                       "At the jazz" (Band Ball-Woody Allen)


...Perchè questa volta è a me che tocca.L'insuperabile mamma  Bianca non c'è e neppure il gatto,Teresa ha la tosse e ogni visibile aiuto è sparito per far posto all'"arrangiati che il Ciel t'aiuta" ed è così che anticipo il 25 ottobre con una ricetta (che non fa ingrassare) e fa solo leccare (spero) anche sognandola che se non fosse ci sarebbe  sempre il Dolcetto di Dogliani e un discreto Woody con tutta la sua banda.

Pollo di Bresse con crema di castagne e funghi chiodini

120 g di petto di pollo di Bresse
100 g di castagne pelate
25 g di funghi chiodini
8 pinoli tostati
20 g di cipollotto fresco in mancanza di quello di Tropea
La buccia di un'arancia
Brdo possibilmente fatto con gallinella ruspante
Caffè in polvere
4,5 g do olio extravergine d'oliva magari del Garda
Sale
Si rosola il petto di pollo in padella dalla parte della pelle.Si sala q.b. e lo si avvolge in una pellicola da cucina unitamente alla buccia d'arancia e lo si cuoce a bagnomaria a 65°C per 25 minuti.Si stufa il cipollotto con l'olio,si aggiungono le castagne dopo averle rosolate leggermente,bagnarle col brodo e cuocere per 20 minuti circa.Frullare il tutto,rimettere sul fuoco per 10 minuti,salare e setacciare.Pulire i funghi e farli saltare in padella con il brodino di gallina leggero.Aggiungere i pinoli e un pizzico di caffè in polvere.Disporre la crema di castagne sul fondo del piatto,adagiarvi il petto di pollo tagliato in tre parti e ricoprirlo con i funghi mentre la lingua fa la sporcacciona...
Se poi i miei ospiti non avranno fatto "il gesto" in modo naturale svelta cambio il piatto e metto questa:

Composta di pesche e cacao
450  g pesche
Cacao amaro in polvere
4 gocce di estratto di vaniglia

Si frullano le pesche dopo averle private della buccia.Si aggiungono le gocce di vaniglia e una spolverata di cacao amaro continuando a frullare.Si pone in frigo per 15 minuti e...voila il servizio è quasi perfetto.Manca solo il Passito di Pantelleria o una grappa torbata (riserva) in ampi  calici e libiam libiamlibiam.

E sarà una parentesi "necessaria" di un sano star bene perchè davanti agli occhi ai miei occhi ci sarà chi non potrà sfamarsi neppure con le sole ossa (vecchie) di qualche bovino e maledirà ogni tipo di canzone perchè "dentro" ha solo l'urlo strozzato di un futuro buio o che manco c'è che  tu non potrai consolarli neppure con una stretta di mano vigorosa che tanto sarebbe una presa in giro da gente come me che ciancia di politica a casa e forse un poco anche nelle strade ben sapendo che il tic dell'orologio della termo accensione lo può far scattare al lampo se ha freddo guardar la luna anche se non c'è perchè la luna la si può anche inventare se hai assicurato il caldo puoi persino giocare coi sogni  nati è vero in un mattino povero di tutto grande solo di sole da dividersi che ora ti pare d'averlo rubato insieme agli autentici furfanti ai quali stai dando una mano ostentando "gioia" per un pranzo protetto (forse) dall'ombrello  perchè dentro non piove e le lacrime le lasci fuori e non reca conforto  nè alla coscienza nè al cuore che tu ti senta afflitta  dichiarandoti  innocente ma lo sei anche se ti sorprendi ogni giorno del volo degli uccelli?!  Comunque sia questa altalena di stati d'animo e non solo,buon 25 ottobre con la Responsabilità di farne pensiero attivo  perchè fingere inganneresti solo una realtà che stride di lacrime che non puoi asciugare  "nel mentre" una vocina ti gratta là dove nessuno vede e dice:" Sicura d'aver  fatto tutto per non asciugarle?...". Parentesi sia, allora, e felice,memore che la vita è  anche fuori dove non batte mai il sole e piove piove! Bianca 2007

Categorie.Ricetta per pranzar bene.Stati d'animo.Gioia con le
Lacrime fuori mura.Woody Allen.Responsabilità a Ricordare.

scritto da: Bianca2007 alle ore 10:50 | link | commenti (22)
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Camminavo ed era strada. Mi sono fermata per leggere. "Ho amato, sofferto, lottato, sempre con sorriso". Mi si è impressa nel cuore perchè mi corrispondeva, e l'ho fatta mia.

Chi sono

Utente: Bianca2007
Nome: splendore sull'erba GIOVINEZZA
Ho sempre cercato di vivere facendomene una ragione e cercandola in ogni dove.Resto aperta a questa ricerca. Contatto mail: ebebonomi@alice.it

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